Acido lattico: come proteggersi dall’irrigidimento muscolare

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– Mamma mia che dolore alle cosce!
– Ovvio, è passato un secolo dall’ultima volta e ti sei allenata!

Questa potrebbe essere una risposta. L’altra:
– Ci credo, ogni volta alzi un quintale!

In effetti, dolore muscolare e irrigidimento possono essere conseguenti a entrambe le circostanze: ma da cosa sono provocati?

Acido lattico, si risponderà pronti, e invece non è esattamente così, visto che il lattato viene metabolizzato nel sangue e nel fegato rapidamente, e già dopo un paio d’ore dal termine dell’esercizio le sue concentrazioni rientrano nella norma.

E dunque: cosa sono quel dolore muscolare e quell’irrigidimento?

Non lo si sa ancora precisamente, ma potrebbe trattarsi di:

  • microlesioni a livello muscolare
  • risposta infiammatoria a tali microtraumi
  • eccessive contrazioni e spasmi muscolari
  • accumulo di metaboliti nei muscoli.

Meno si è allenati, maggiore è il numero di queste microlesioni.

Rientra tutto nella norma, ma certo ci sono anche dei risvolti negativi, dato che un trauma, seppur lieve, è pur sempre doloroso, anche se tutto dipende dal tipo, dalla durata e dall’intensità dell’esercizio: i peggiori da questo punto di vista sono quelli eccentrici e quelli isometrici.

Detto in termini semplici: avete presente quando si corre in discesa? Ecco, il muscolo si allunga sviluppando tensione per contrastare la caduta in avanti del corpo.
E ricordate quando l’istruttore vi chiede di spingere con forza le braccia contro un muro? Non è impazzito, sta semplicemente sottoponendo il vostro muscolo ad una contrazione senza che esso si allunghi o accorci.

Quando contrazione e rilassamento dei muscoli (sincronizzati dal cervello) si contrastano eccessivamente (offrono una resistenza maggiore del dovuto) si determinano delle microlesioni a livello muscolare, e ciò accade dopo un lungo periodo di inattività (perché il meccanismo cerebrale si “arrugginisce” un po’!) o quando si allunga troppo il muscolo sottoponendo ad eccessive tensioni sia le fibre tendinee che quelle muscolari: l’insieme di tutti questi microtraumi è una delle principali componenti che stanno alla base della sintomatologia dolorosa a danno dei muscoli.

Sintomatologia che nei casi più seri perdura fino a 48 ore dopo lo sforzo per poi risolversi positivamente nel giro di 3-6 giorni, durante i quali le cellule danneggiate si cicatrizzano.

Come proteggersi dall’irrigidimento muscolare

Consiglio? Inutile fare la corsa del ciuccio per poi ritrovarsi a letto immobili! Per evitare dolore muscolare e irrigidimento dei tendini la prima cosa è iniziare (o riprendere) a far sport in maniera graduale.

La seconda cosa è di non tralasciare mai la fase iniziale e quella finale degli allenamenti: le sessioni di stretching preparano il muscolo allo sforzo successivo o al recupero, attenuando il dolore.

Il terzo accorgimento potrebbe consistere nell’utilizzo di vitamina E, che contribuisce a diminuire spasmi e infiammazioni (inutile però ricorrere agli integratori: è meglio fare incetta di frutta e verdura!).

Poi è chiaro che esistono trattamenti specifici che dipendono dalla causa del dolore: analgesici e antinfiammatori possono essere acquistati in farmacia senza ricetta medica (meglio però il ricorso a FANS per uso esterno, che garantiscono un rapido ed efficace assorbimento senza gli effetti collaterali a livello gastrointestinale tipici di quelli ad assunzione orale); calore, massaggi e, nei casi più impegnativi, ultrasuoni o Tens (stimolazione elettrica transcutanea dei nervi), e infine il ricorso ad un fisioterapista.