Bambini e sport: l’importanza dell’attività fisica

Bambini e sport
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Dopo i primi anni di vita dei loro bambini, proprio quando ormai le preoccupazioni sulle pappette sono ormai alle spalle, capita che mamme e papà guardino i loro figli mentre si divertono con i giochi in giardino e vengano di colpo assaliti da alcuni interrogativi improvvisi sullo sport, del tipo “Mio figlio / mia figlia dovrebbe farlo? Avrà l’età giusta? Quale sport sarà il più indicato per lui/lei”?

Se siete tra questi, niente paura. È tutto nella norma. Al di là dei singoli dubbi, è importante tenere a mente una cosa: lo sport è fondamentale per la vita sana dei vostri figli. Purtroppo, spesso la scarsa cultura sportiva dei genitori è la principale causa per cui i figli non praticano sport. Si pensa erroneamente che lo sport abbia a che fare esclusivamente con la competizione e che non ce ne sia davvero bisogno, specie di fronte alla spesa economica da sostenere per iscrivere un bambino ad una qualsiasi attività sportiva. Si tratta però di un gravissimo errore, perché nelle attuali condizioni di vita estremamente comoda e di fronte alla prospettiva futura in cui le necessità di movimento saranno sempre di meno, indirizzare i bambini verso una cultura del corpo è fondamentale per il loro sviluppo presente e per la loro salute futura. Non dimentichiamo, poi, che l’obesità infantile è un fenomeno che, per quanto ancora molto raro, è in crescita in tutto il mondo occidentale.

L’attività fisica dei bambini è importante al punto che lo stesso governo italiano ha dedicato all’argomento diverse pagine informative sul proprio sito ufficiale. Persino l’Unicef ricorda sul suo sito che l’art. 31 della Convenzione sui diritti dell’infanzia afferma “Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica […]” e addirittura sottolinea in seguito che lo sport è da considerarsi tra le attività ricreative più importanti, perché “fa bene, non solo al fisico”.

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Benefici dello sport nei bambini

Vediamoli meglio, allora, questi benefici. Innanzitutto l’attività fisica irrobustisce il fisico (maggiore forza muscolare e solidità ossea) e rafforza il sistema immunitario, rendendo i bambini più resistenti contro le malattie. Non solo, perché lo sport aiuta a tenere sotto controllo il peso corporeo, a ridurre la presenza di grasso e a mantenere bassa la pressione sanguigna, diminuendo lo stress, l’ansia e il rischio di depressione.

Studi inoltre confermano che i bambini che praticano uno sport hanno anche un rendimento migliore a scuola, si sentono più sicuri, socializzano più in fretta. Non dimentichiamo infine che la cultura sportiva trasmette ai bambini l’importanza di prendersi cura del proprio corpo, e rappresenta quindi un valido sostegno sia per abitudini alimentari corrette che per combattere rischi comportamentali come fumare, l’uso di alcol o sostanze stupefacenti.

Insomma, è importante che il bambino faccia sport e quindi va convinto se dovesse mostrare resistenza. È però opportuno lasciare che scelga da sé l’attività che gli piace di più, senza imporgli un certo tipo di sport solo per fargli seguire le orme di mamma o papà, perché così facendo si corre solo il rischio di rovinare la sua esperienza, che (considerata la sua età) deve essere prima di tutto di gioco e divertimento.

Quale sport scegliere?

Partiamo dal presupposto che non esistono sport sbagliati, ma solo sport più indicati di altri in base all’età, alle caratteristiche fisiche e al carattere del bambino. Per quanto riguarda l’età, generalmente il nuoto può essere praticato sin da piccolissimi (ad esempio 4 anni), mentre per molti altri sport conviene attendere qualche anno di più, per via delle regole che devono essere comprese o a causa della sollecitazione di particolari aree muscolari del corpo che devono prima svilupparsi completamente. Per valutare meglio quale sport scegliere per il proprio bambino, è consigliato rivolgersi al pediatra, che saprà raccomandare una serie di attività sportive compatibili con la corporatura del piccolo. Di solito si consigliano sport completi e simmetrici, ossia che allenano i muscoli della parte superiore del corpo e di quella inferiore, favorendo uno sviluppo equilibrato ed armonico del corpo. Sono un esempio di sport completi il nuovo e la pallavolo, mentre il calcio e il tennis allenano soprattutto la parte inferiore (il primo) e quella superiore (il secondo). In questi casi deve essere l’allenatore a bilanciare l’allenamento con degli esercizi specifici.

Rispetto alla corporatura, se il bambino è slanciato renderà meglio in uno sport come l’atletica leggera (corse, salti), la pallavolo, la pallacanestro, il canottaggio, mentre i bambini dal fisico brevilineo saranno più adatti al lancio del peso, allo judo, etc.

Dal punto di vista caratteriale, infine, può tornare utile la distinzione tra sport individuali e sport di squadra. Sport individuali come tennis o nuoto gli permetteranno di conoscere meglio se stesso, scoprendo la propria individualità, i propri limiti e i propri talenti, mentre gli sport di squadra avranno il merito di migliorare le sue abilità di socializzazione, insegnandogli cosa significa essere parte di un gruppo.