Street Workout: la città come grande palestra naturale

Street Workout

In principio fu Stallone che, nei panni del pugile Rocky Balboa, si allenava correndo per le strade di Philadelphia e si abbarbicava sulla celebre scalinata che conduce al Museum of Art.

Da allora ad oggi sono stati molti i film nei quali le più disparate pratiche sportive venivano consumate all’aria aperta, tra le strade cittadine o in boschi solitari: come non citare, ad esempio, Jennifer Grey, l’indimenticabile Baby, quando viene sollevata, non senza sforzo, dal meraviglioso Patrick Swayze, entrambi zuppi mentre provano una presa dei loro “balli proibiti” nelle acque di un lago?

Sarà stata l’influenza di queste o altre pellicole cinematografiche.

Sarà stato il fascino esercitato da pratiche come il tai chi chuan (antica arte marziale cinese basata sul concetto di Ying-Yang, l’eterna alleanza degli opposti) e il Qi Gong (stessa provenienza geografica per una serie di pratiche e di esercizi che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione), che nell’immaginario collettivo si svolgono sempre tra gli alberi millenari del parco delle Colline Profumate a Pechino, o magari nel parco Doi Inthanon nel nord della Thailandia, o altre meraviglie così.

Sarà stato per l’una o l’altra, o per entrambe: fatto sta che l’idea di allenarsi all’aperto oggi piace sempre a più persone, per cui dite addio ai tempi in cui si poteva addurre come scusa alla propria pigrizia il fatto che le attività al chiuso annoiano soprattutto quando arriva la bella stagione, che stare rintanati in una palestra quando fuori splende il sole non rinfranca lo spirito e l’umore!

“A causa” dello Street Workout lo stratagemma non funziona più.

Si tratta di una tendenza sportiva che considera la città come grande palestra naturale, per cui gli esercizi, per la maggior parte a corpo libero, vengono praticati tra monumenti, alberi e parchi.

Nello specifico, lo Street Workout fonde body building, break dance e ginnastica; riesce a tonificare i muscoli e a diminuire la quota di massa grassa; ma, al contrario delle discipline dalle quali si origina, è completamente a costo zero, svolgendosi al di fuori delle palestre e delle strutture sportive.

 

Un allenamento “basic” potrebbe prevedere una routine formata da:

  • esercizi alle parallele (che coinvolgono pettorali, deltoide anteriore, tricipiti, schiena, trapezi, addominali)
  • trazioni assistite (per gran dorsale, muscoli delle braccia, trapezi, etc.)
  • piegamenti a terra
  • squat a corpo libero
  • crunch addominali al suolo o su panca in legno.

 

Il circuito andrebbe ripetuto 4 volte, recuperando un paio di minuti al termine di ogni giro.

Come per tutte le attività sportive all’aria aperto, anche per lo Street Workout è opportuno seguire una serie di regole:

  • tenere sotto controllo la temperatura corporea e la sudorazione: il rischio è la disidratazione, che genera ripercussioni sia fisiche che a carico del sistema nervoso;
  • scegliere il momento giusto: dalle 6 alle 9 del mattino, e dopo le 18 (comunque mai nelle ore più calde);
  • adottare un abbigliamento adeguato: t-shirt e pantaloncini sono l’ideale (e senza cappellino, che aumenta il calore alla testa);
  • fare una colazione adeguata: sì a tè e pane e marmellata (tre quarti d’ora prima dell’allenamento),  no a caffe e latte o spremuta d’arancia;
  • portare una borraccia d’acqua ricca di sali minerali (che aiutano pure ad evitare i crampi);
  • concludere con lo stretching, cioè l’allungamento muscolare (almeno di schiena e gambe), fondamentale per sciogliere le tensioni.

 

E detto questo: buon allenamento di Street Workout a tutti (anche agli sfaticati!).