Fanno parlare i risultati pubblicati da Entain circa una ricerca nazionale che ha rivelato come la crescente richiesta di libertà nelle scelte personali dei giocatori sia una delle conseguenze dirette del Covid-19, una sorta di risposta per frenare la diffusione della pandemia.
Lo studio Entain, pubblicato in Italia da GamingInsider, ha notificato che in UK nove britannici su dieci, circa il 94%, giocatori d’azzardo abituali, credono che dovrebbe esserci più libertà su come spendere il proprio tempo libero e il proprio denaro. Questa percentuale cresce del 15% rispetto a dicembre 2020.
Entain ha spiegato che i risultati del sondaggio, realizzati su un campione di 2000 utenti inglesi, indica il gioco d’azzardo come attività sociale, praticato in maniera sicura e responsabile dalla stragrande maggioranza delle persone.
Dallo studio sono emerse però molte altre peculiarità. Ad esempio più della metà degli intervistati, circa il 55%, considera le scommesse sportive ed il gioco d’azzardo come attività sociali. Di questi il 25% pensa di aver ampliato la propria cerchia di amicizie tramite il gambling.
Il 78% del campione piazza una scommessa con cadenza settimanale e mediamente investe la metà di quello che può spendere ogni settimana in bar, pub, ristoranti. Il 90% del campione considera se stesso appassionato di sport: di questi l’83% scommette spesso su risultati esatti.
La metà degli scommettitori è favorevole al fatto che il gioco legale sostenga club di base e campionati minori. Due terzi del campione pensa di essere risparmiatore, l’84% del totale possiede conti risparmio. Quattro su dieci amano spendere il proprio denaro.
In tutti gli aspetti della vita e del tempo libero gli intervistati pensano ad un aumento dell’attività online durante la pandemia, complici lo streaming e l’e-commerce. Nonostante gli utenti sostengano che la loro attività online potrebbe diminuire ora che le restrizioni sono allentate, la maggior parte pensa di continuare a giocare online e a dedicarsi a tutte quelle attività che hanno caratterizzato l’ultimo anno.
La maggioranza del campione ha un lavoro. Di questi il 40% una istruzione universitaria. Del totale solo il 28% è over 55, mentre il 9% rientra nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni.