La sindrome del sovrallenamento: è un bene non caderci

sovrallenamento

Il termine “sovrallenamento” è stato utilizzato per la prima volta nel 1988 da Hatfield, per descrivere tutti quei sintomi tipici di un inadeguato o insufficiente recupero a seguito di allenamenti intensi.

Conosciuto anche con il nome inglese di overtraining, il sovrallenamento può rivelarsi una sindrome ben più seria di quella riguardante una leggera alterazione dell’equilibrio tra allenamenti intensivi e recupero muscolare. Infatti, mentre in quest’ultimo caso il fattore scatenante può essere attribuito ad una temporanea mancanza di riposo, nell’eventualità di una vera e propria “sindrome” potrebbero essere necessari tempi di recupero notevolmente più lunghi in quanto per molto più tempo non si è dato modo al corpo di riposarsi correttamente e gli allenamenti intensi sono stati numerosi.

Generalmente, chi è colpito da questa sindrome non trova giovamento neppure dopo un sonno riposante e le articolazioni potrebbero presentarsi doloranti anche dopo un valido periodo di pausa. Inoltre, a questi sintomi possono aggiungersi anche una eccessiva diminuzione della forza fisica ed un conseguente stato di irritabilità e malumore senza motivo apparente.

Come si presenta la sindrome del sovrallenamento?

Uno dei primi fattori che contribuiscono all’insorgenza della sindrome da sovrallenamento è da ricercarsi nella propria mente. Lo stimolo a raggiungere sempre nuovi traguardi in campo atletico può infatti determinare una condizione in cui il tempo di riposo intercorrente tra un allenamento e l’altro non arriva più ad essere sufficiente per garantire una ripresa ottimale dell’organismo.

Questa situazione determina un costante stato di affaticamento, con inevitabile diminuzione delle prestazioni atletiche. Solitamente, questa sindrome colpisce gli atleti professionisti, sottoposti molto spesso a rigorosi ritmi di allenamento e a calendari di gare massacranti. Tuttavia, può interessare anche coloro che svolgono attività fisica a livello amatoriale, vittime di allenamenti fai da te e di obiettivi importanti come ad esempio la perdita di peso. Pertanto, da questo si capisce che questa problematica può presentarsi, ma possiamo evitarla: tutto dipende dalla nostra mentalità, dalle nostre scelte e dal nostro buon senso.

Le conseguenze della sindrome del sovrallenamento

Sebbene la parte maggiormente interessata dalla sindrome è la muscolatura, che risulta spesso indolenzita e affaticata, questa patologia porta persino ad alcune alterazioni importanti nell’organismo. Non a caso, la sua diagnosi è ad oggi resa possibile anche da un semplice esame di laboratorio, in grado di rilevare la concentrazione della glutammina sierica nel corpo. Nei soggetti colpiti dalla sindrome vi è infatti un aumento di urea ed un importante abbassamento di albumina sierica.

Se non correttamente diagnosticata, la sindrome da sovrallenamento può portare addirittura a casi di anemia. Ad ogni modo, se si viene colpiti dalla sindrome da sovrallenamento, la miglior cura è sempre il riposo: associato ad un corretto regime alimentare, sarà il modo migliore per recuperare in breve tempo la propria forma fisica ideale e il totale benessere dell’organismo.

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Giuseppe Barbagallo

Appassionato di informatica e tecnologia sin dai tempi del seggiolone. Mi occupo di SEO e Web Marketing, soprattutto (e non solo) nel settore sportivo.
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