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Sviluppo della coordinazione in età evolutiva

Sviluppo della coordinazione

Parliamo di disprassia motoria, ovvero quel disturbo evolutivo legato alla coordinazione motoria. La crescita di un bambino è determinata da tante fasi e acquisizioni che è sempre bene monitorare per registrare tempestivamente eventuali anomalie, come possono essere quelle legate alla disprassia evolutiva.

Movimento e coordinazione nella crescita del bambino

I movimenti che ogni essere umano compie, sia esso adulto che bambino, non sono indipendenti dalla capacità di “vedere” il proprio corpo nello spazio e comprendere quali movimenti fare e come compierli in maniera corretta. Se per l’adulto tutto questo è assimilato come ‘normale’, il bambino deve acquisire queste informazioni. Tale processo dura solitamente fino al settimo anno di vita, quando il bambino ha assimilato tutte le competenze motorie di base che poi possono essere potenziate e perfezionate con il passare del tempo.

A incidere sulla coordinazione, ovvero la capacità di eseguire movimenti in maniera efficace, ci sono diversi aspetti e non tutti di tipo fisico, muscolare o articolatorio. L’udito, la vista, il sistema propriocettivo e il cervello, unitamente ai muscoli, lavorano per eseguire in maniera coordinata i vari movimenti.

Per capacità di eseguire i movimenti è da intendersi quell’abilità del bambino di rispondere alle richieste che l’ambiente circostante gli sottopone. Non solo camminare, ma anche mangiare utilizzando il cucchiaio, imparare a vestirsi, eccetera. Con il passare dell’età a questi movimenti si aggiungono quelli più precisi e complessi. Oltre che da un punto di vista semplicemente “numerico”, le capacità del bambino si sviluppano anche dal punto di vista qualitativo, imparando come perfezionare l’esecuzione dei singoli movimenti.

Quando in un bambino si riscontra una maggiore difficoltà nell’acquisizione di questi movimenti non bisogna sottovalutare la questione, in quanto essa può essere collegata ad altri disturbi e problemi, sia legati all’apprendimento che allo sviluppo neurologico e psicologico.

I sintomi

Tra i principali sintomi della disprassia troviamo, ovviamente, una certa scoordinazione nei movimenti, ma anche una certa difficoltà non solo nell’esecuzione del singolo movimento, ma anche nella sua ideazione, tanto che il bambino risulta impacciato, lento, con scarse capacità nello sport, difficoltà a deambulare e a compiere correttamente le singole fasi di sviluppo (imparare a stare seduto, persistere a gattonare, eccetera). Tali sintomi possono poi portare a serie difficoltà di apprendimento e una certa disistima di sé dovuta alla paura di sbagliare e di non riuscire a fare ciò che invece tutti gli altri fanno tranquillamente.

I problemi legati alla coordinazione motoria hanno un’incidenza del 5% sulla popolazione, motivo per cui è sempre fondamentale non sottovalutare i sintomi né pensare che si risolvano autonomamente con il crescere. La tendenza, infatti, è quella di peggiorare tali fenomeni, non di migliorarli fino a risolverli in maniera autonoma.

Come comportarsi di fronte alla disprassia

Se hai il sospetto che il tuo bambino o qualcuno di tua conoscenza abbia qualche problema nello sviluppo della coordinazione, prima di trarre conclusioni affrettate è possibile (e importante) monitorare alcuni aspetti e sollecitarli per vedere come reagisce il bambino. Tra i principali fenomeni da tenere sotto controllo troviamo:

  • spegnere le candeline;
  • bere;
  • soffiare quando si fanno le bolle di sapone;
  • salutare;
  • indicare il cielo;
  • calciare la palla;
  • disegnare;
  • tagliare con le forbici;
  • battere i piedi a terra;
  • scavalcare gli ostacoli;
  • fare le linguacce.

Come si può facilmente vedere sono diversi i livelli di difficoltà motoria e di coordinazione che il bambino può presentare nel corso degli anni della crescita.

A questo punto è doveroso interrogarsi su come si cura la disprassia. Questo disturbo va identificato e diagnosticato da un medico e, solo successivamente, trattato dal punto di vista terapeutico. Il primo esperto a cui rivolgersi è, ovviamente, il pediatra che una volta valutata la situazione saprà indirizzarvi presso un terapista specializzato.

È fondamentale ricordare come se trattato in maniera precoce, il fenomeno ha delle ottime possibilità di migliorare. La terapia avviene sia singolarmente che in gruppo, puntando al raggiungimento di obiettivi apparentemente piccoli ma che permettono innanzitutto al bambino ad acquisire l’autostima necessaria per proseguire.

Più che veri e propri esercizi di coordinazione i bambini vengono coinvolti in giochi sensoriali che gli permettano di scoprire il movimento, sia particolare che generale, e della bellezza di farlo. Questo tipo di attività ha il fondamentale scopo di migliorare la percezione e la capacità del bambino di eseguire i singoli movimenti. Il percorso terapeutico tiene conto ovviamente del singolo caso, sviluppando un piano mirato di crescita che rispetti lo sviluppo fisico di ogni bambino.

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Scritto da Daniele Di Geronimo

Sono nato nel maggio del 1986 in provincia di Roma. Laureato in Lettere, amante della lettura, della scrittura e di tutto ciò che la lettura e la scrittura possono significare nel mondo del web. Sono attivo sui maggiori social network.

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